Le ultime opere di Frà Felice da Sambuca

La posizione occupata da Frà Felice da Sambuca (1734-1805) , al secolo Gioacchino Viscosi, nel panorama della pittura siciliana della seconda metà del Settecento si rivela assai peculiare.
Egli infatti persegue un percorso di stile la cui cifra è quella nota di concreto realismo che da alle sue opere un carattere di immediatezza comunicativa 1; il solo intento che lo muove è quello di offrire al pubblico una semplice narrazione visiva delle storie sacre. Nell’anno 1800, presso il convento dei Cappuccini di Palermo, Frà Felice dipinse quattro pale per gli altari laterali che si aprono sull’unica navata della chiesa di San Francesco di Naro 2.
La prima, collocata sul terzo altare a sinistra, con San Calogero davanti al Redentore costituisce una testimonianza del culto reso a questo santo dai Minori Conventuali di Naro che in esso riconobbero un precursore della Regola di San Francesco 3. Spesso nei dipinti di Frà Felice l’uso di collaudate impaginazioni si accompagna al ripetersi delle fisionomie e dei gesti delle figure. Si mettano ad esempio in relazione la posa del San Calogero con quella del San Filippo Neri nel Sacro Cuore tra i Santi Francesco e Filippo della chiesa dell’Addolorata di Marsala; anche per la figura di Cristo i richiami sarebbero numerosi, ne valga uno per tutti: il Cristo della Porziuncola del convento dei Cappuccini di Canicattì 4. Nella pala di Naro San Calogero è inginocchiato dinanzi a Cristo che, con la sua assialità, domina centralmente la composizione e sembra più benedire i riguardanti che il santo di Calcedonia. L’interesse verso una più diretta e schietta comunicazione con i fedeli è una delle costanti delle opere di Frà Felice, in cui le figure mostrano una vivace gestualità, quasi stiano per recitare un “a parte” 5.
La seconda pala, collocata nel secondo altare a sinistra, raffigura Sant’Antonio da Padova col Bambino Gesù. Un’umile cella di clausura diviene luogo dell’epifania del divino. L’Apparizione del Bambino Gesù satura di luce – una luce calda e accesa che ricorda il Barocci – uno spazio buio e angusto, rischiarando i visi delle figure. Una nota di piacevole realismo è data inoltre dal silenzioso dialogo in cui sono colti gli angeli alle spalle del santo. Tutto è quotidiano nella pittura di Frà Felice anche il dogma, il miracolo e il rapimento estatico.
Il secondo altare a sinistra della chiesa Naro è sovrastato dalla terza pala con San Francesco dinanzi alla Madonna o Perdono d’Assisi. L’importante episodio della storia del francescanesimo viene qui rappresentato con una padronanza dei mezzi espressivi che egli poté raggiungere ammirando direttamente le opere di maestri della scuola romana come Corrado Giaquinto, Carlo Maratta, Sebastiano Conca, peraltro presenti nelle chiese di Palermo, da cui sembra essere mutuato l’espediente di elevare mediante alti podi le figure principali. Il volto delicato della Madonna, che presenta una fisionomia caratteristica e riconoscibile più volte replicata da Frà Felice, è velato da un alone di luce che ne accresce la dolcezza 6.
Infine il terzo altare a sinistra ospita la quarta e ultima tela con i Santi Chiara, Lorenzo e Bartolomeo, il cui impianto compositivo, per la sua semplicità, richiama gli esordi dell’attività del frate pittore in particolare per l’impiego di moduli manieristici come lo schema piramidale. Anna Maria Schmidt ritiene che proprio le opere di manieristi dell’ambito degli Zoppo di Ganci e del Monocolo di Racalmuto, disseminate per le chiese di Sambuca, dovettero costituire il suo primo contatto con l’arte pittorica 7.
Le pale d’altare di Naro sono le ultime opere documentate di Frà Felice 8. Il 14 dicembre 1805, nel giorno da lui medesimo predetto, si spense presso il convento dei Cappuccini di Palermo 9.

Articolo apparso in Officine delle arti, trimestrale d’arte, 3 (2016), pp. 26-28.

Note:

  1. T. Pugliatti, Frà Felice da Sambuca: un pittore riscoperto, in in Frà Felice da Sambuca, atti del convegno a cura di A. Mangiaracina, Palermo 1995, p. XI.
  2. Padre Saverio da Naro, Notizie cronologiche, ms. del XIX secolo, c. 9-12; cfr. Padre Saverio da Naro, Il Giornale di Naro, ms. del XIX secolo, c.283.
  3. Cfr. F. Costa, La chiesa e il convento di S. Francesco dei Frati Minori Conventuali a Naro (Agrigento), in Francescanesimo e cultura nella provincia di Agrigento, atti del convegno a cura di I. Craparotta e N. Grisanti, Palermo 2009, p.31.
  4. R. Ferraro, La somma arte della pittura a Naro, Canicatti 2005, p. 40.
  5. T. Pugliatti, Frà Felice…, in Frà Felice…, 1995, p. XIII.
  6. T. Pugliatti, Frà Felice…, in Frà Felice…, 1995, p. XIV.
  7. A. M. Schmidt, Frà Felice da Sambuca, in Le arti in Sicilia nel Settecento, Studi in memoria di Maria Accascina, Palermo 1985, p. 537.
  8. A. Mangiaracina, Le vicende biografiche, in Frà Felice…,1995, p. 3.
  9. Ibidem.