Iconographie des masques africains: la pittura di Tommaso Serra e l’Africa

Nella produzione artistica di Tommaso Serra la disinvolta commistione tra il linguaggio brutale delle pitture rupestri, l’antinaturalismo delle maschere africane e le forme spontanee dell’arte infantile traduce plasticamente un sentimento di nostalgia, di struggimento, per una primordiale condizione di unità tra uomo e natura, irrimediabilmente perduta. Questa fascinazione tanto per l’arte tribale quanto per il disegno infantile, infatti, va interpretata come reazione sia ai tabù e alla razionalità borghesi, sia alle contraddizioni della modernità, e deriva tanto dal programma anticulturale dell’Art Brut di Dubuffet quanto dalla teorie junghiane dell’inconscio collettivo, che assegnano alla mitologia e all’arte un valore magico, catartico e trascendentale in quanto sopravvivenze dell’umanità degli albori.
Non è un caso che Serra si sia ormai stabilito in Senegal, a Dakar, nel cuore dell’Africa, dove il linguaggio dell’arte contemporanea sembra perpetuare le forme dell’arte tribale, e dove sopravvivono ancora la religione animista, lo sciamanesimo e il culto degli antenati.
Le opere ribattezzate dall’artista dakarois, in cui il caos prestabilito di segni e pennellate dà vita a forme spontanee sia figurative che aniconiche, sono esemplificative della ricerca pittorica di Serra che verte tutta sullo studio dei manufatti dell’arte tribale mediato dai numerosi esempi di primitivismo stilistico dell’arte del secondo dopoguerra.
Le vedute del porto, della Grande Mosquée di Dakar, così come i ritratti dei suoi abitanti, non rappresentano la realtà della visione diretta ma quella del pensiero visivo, e celebrano il pulsare della vita della capitale senegalese. Analogamente nelle Masquerades la tensione espressiva dei volti viene resa deforme fino al parossismo senza ricorrere ad alcun elemento ricavato dalla visione.
I Pachtwork, invece, sono dei collage di tessuti e stoffe dai colori sfavillanti che si richiamano all’artigianato tessile africano, in cui le forme si organizzano entro una griglia geometrica.
La maggior parte delle opere che compongo il percorso della mostra Iconographie de masques africains, svoltasi in occasione della rassegna Dakar Le Off dal 1 giugno fino al 31 luglio 2018, sono tecniche miste su carta da imballo, dai bordi consunti, ottenute mescolando materiali eterogenei come i pastelli grassi e oleosi, acrilici e olio, caffè e catrame in emulsione con acqua o trementina. In queste opere la tavolozza terrosa di Serra si arricchisce delle tinte brillanti dell’arte senegalese: accanto al colore terra di Siena bruciato, al terra d’ombra, all’ombra bruciato, compaiono il blu cobalto, il rosso cadmio, l’ocra gialla, il verde smeraldo.